Il ponte del Paradiso di Anton Giulio Barrili pagina 48

Testo di pubblico dominio

con un cenno rispettoso del capo entrò nella sala. I Cantelli erano ancora a tavola; ma si vedeva che avevano finito di far colazione, e allora allora stavano prendendo il caffè. Di rimpetto al posto che il signor Anselmo aveva lasciato vuoto per muovere incontro al visitatore, sedeva la signora Eleonora; Margherita e Federigo sui lati. Il giovane ufficiale di marina si alzò con premura, per stringer la mano al suo caro Aldini; Margherita non volle esser da meno di lui in nessuno dei due atti, che erano di bella cortesia, se anche il primo di essi non rispondeva del tutto alle piccole leggi dell'etichetta. Un po' pallidina tuttavia, la cara fanciulla, e con una cert'aria di languore diffusa sul volto; ma quella era una grazia nuova, che s'aggiungeva alla bellezza. Margherita, poi, era bella a tutti i modi, e cara in tutti gli aspetti. Della signora Eleonora non si dice nemmeno, se accogliesse a festa l'Aldini. Contegnosa sempre, perchè stava sempre un po' dura sulla vita, sorrise nondimeno e porse con bel garbo la destra, lasciando che con altrettanta gentilezza il perfetto cavaliere facesse l'atto del baciamano, all'antica. — Quant'è che non abbiamo il piacere di vederla! — ebbe la bontà di dirgli, e senza aria di sforzo. — Quattro anni, non è vero? — E per me furono secoli, signora; — rispose l'Aldini, inchinandosi. — Ma temevo tanto di essere importuno, in questi giorni! Son sempre venuto, nondimeno, a chieder notizie. — Non è la stessa cosa, — notò Margherita; — e bisognerebbe tenerle il broncio.... per quattro secoli ancora. Ma è festa oggi, e sia remissione di peccati, per l'arrivo del babbo. Ebbene, signor conte, che cosa ne dice, del nostro babbo? — “Del nostro„ aveva ella detto! Filippo Aldini si sentì tremar tutto, dal capo alle piante. Ed era un tremito doloroso, pur troppo! In tutt'altra occasione gli avrebbe fatto fiorire una grande allegrezza nell'anima: per allora non poteva far altro che chiamargli un pallido sorriso e qualche frase stentata sul labbro. — Vedi, babbo, — proseguiva intanto Margherita; — il signor conte Aldini è stato il nostro gentil cavaliere in tante passeggiate artistiche; ci ha fatto conoscere ed ammirare le più belle cose di Venezia. E vuol rivederne una bellissima, Lei? — soggiunse, rivolgendosi ancora a Filippo. — Guardi un po' là, nel vano della finestra. — Nel vano della finestra, dove Margherita accennava, era una seggiola, davanti ad un tavolincino da lavoro, e sul tavolincino, poggiata sopra un cavalletto minuscolo, una cornicetta di felpa cremisina, entro cui si vedeva un disegno a matita. — Che cos'è? — domandò Filippo Aldini, dando un'occhiata da lontano. — Come? Non riconosce più l'opera sua? — Filippo si avvicinò, guardò più attentamente, e commosso mormorò: — Il ponte del Paradiso! — Ahimè, come asserragliato, quel ponte! e come lontano, quel Paradiso? L'avrebb'egli raggiunto mai? E doveva fare un certo discorso, che lo avrebbe allontanato sempre più da quell'Eden vietato. Venuto a sedersi accanto al signor Anselmo, guardava ad ogni tanto con espressione di angoscioso desiderio quel babbo, ch'egli vedeva per la prima volta e forse per l'ultima; quel babbo cortese che con tenta amorevolezza gli batteva sul ginocchio con la morbida palma. Che simpatico vecchio era il signor Anselmo Cantelli! Vecchio, così per dire, che a dargli cinquant'anni d'età gli si faceva torto. Aveva i capelli bianchi, per verità, ma la faccia fresca, vermiglia, senza una grinza, gli occhi aperti, lucenti e pieni di vita, la bocca giovine come gli occhi, e per conforto all'orgoglio di due file di denti sanissimi, le labbra sempre disposte al sorriso. — Perchè guarda tanto il mio babbo? — gli domandò Margherita. — Me lo vuol forse rubare? Badi, gli fo buona guardia, io. Al più al più, potrei concedere di fare a metà. — Stavo osservando, signorina, — disse Filippo, reprimendo a forza un altro moto interiore, — stavo osservando come il tipo del babbo corrisponda al suo. Fatte, s'intende, le debite restrizioni; — soggiunse, imbrogliandosi un poco nel suo ragionamento; — in quel modo che una donna può rassomigliare ad un uomo.... — Ad un uomo che ha tanto di baffi; — conchiuse Margherita ridendo. Si conosceva a colpo d'occhio che la cara birichina era molto felice in quell'ora. Tra lo sfolgorìo dei grandi occhi luminosi e il luccicore perlaceo della bocca divina, le sue guance prendevano un bel colore di rose incarnatine, che prometteva il sollecito rifiorire di quell'aspetto di bellezza ond'era stato deliziato Filippo Aldini parecchi giorni innanzi; in quel giorno, ad esempio, che egli e Margherita erano stati al ponte del Paradiso, e, Dio, permettendo, lo avevano anche varcato. Finalmente il signor Anselmo si levò da sedere. — La mia gente avrà da fare; — incominciò — la mamma da coccolarsi in cento discorsi col suo Federigo; Margherita da scrivere alle sue amiche di Milano. Io, se il conte Aldini mi fa grazia, vorrei fare una passeggiatina in Piazzetta con lui. — Come aveva capito il bisogno di Filippo! Come aveva accortamente girata la frase! L'Aldini fu pronto ad ossequiare le signore, promettendo una visita per quella sera. Ma prometteva a fior di labbra, impacciato nelle parole e negli atti. Se ne avvide Margherita, e cogliendo il buon momento ch'egli si era ridotto presso il vano della finestra, aspettando che il signor Anselmo avesse indossata la sua cappa di panno verde cupo foderata di pelliccia di martora, gli disse a mezza voce: — Ella non è in uno de' suoi bei giorni, conte. — Ha ragione, — rispose egli, rabbrividendo; — ho qualche pena, difatti. Ma non per me; — aggiunse tosto, notando l'effetto che produceva; — per un amico che ha qualche dispiacere. — E un desiderio lo prese, mentre stava lì, davanti alla divina creatura, nella piena luce dell'ampia finestra, un desiderio intenso, a cui non seppe resistere. Se era condannato a perderla, come gli pareva naturale, come pur troppo gli pareva fatale, voleva almeno guardarla bene, guardarla intensamente a quella breve distanza, involgerla tutta in una occhiata, aspirarla, assorbirla. Il lampo degli occhi dilatati, e la gagliardia del respiro tratto a larghi polmoni, non furono senza un muover di labbra, che formavano parole, lasciandole tuttavia prive di suono. — Ella mi dà il buon augurio? — mormorò ella, arrossendo. — Sì, ch'Ella sia felice, felice, felice. — Risponderò con tre grazie; — replicò Margherita, facendosi sempre più rossa. — Ma torni stasera più gaio, o più consolato; avrà il suo conto saldato in tremila. Sono o non sono un onesto banchiere? — Ah, tu sei un banchiere, bambina? — disse il signor Anselmo, cogliendo in aria le ultime parole della sua Margherita. — Ed io, come mi vedi in questa pelliccia, sono un certo che.... tra il tenore e il baritono. — Gran capo ameno alle sue ore, il signor Anselmo Cantelli! E bisognava volergli bene ad ogni costo. Sceso sulla riva degli Schiavoni, quell'uomo eccellente così parlò al conte Aldini: — Ella ha da intrattenermi di cose importanti, m'imagino; ma non gravi, spero. Siano come si vogliono, Ella si lasci dire per intanto che in casa mia sono tutti incantati di Lei; mia moglie, mia figlia, mio figlio. Stamane, dato il tempo necessario alle accoglienze “oneste e liete„, han tutti incominciato a tessere il suo panegirico. A tavola, poi, per tutto il tempo della colazione, è stato un piatto solo, Aldini, Aldini. Se lo lascia dire con quella confidenza di linguaggio che l'amicizia permette? Aldini al consommè; Aldini au beurre d'anchois; Aldini all'aspic; Aldini alla suprème. Aldini alla maître-d'hôtel, e chi più n'ha ne metta. — L'Aldini sorrideva malinconicamente. — Non si offende già, voglio credere; — ripigliava il signor Anselmo, prendendolo amichevolmente pel braccio. — Son fatto così, e gradisco la celia. — Che dice? Mi

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Argomenti: due file,    tempo necessario,    grande allegrezza,    capo ameno,    pallido sorriso

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