Rinaldo di Torquato Tasso pagina 6

Testo di pubblico dominio

le parole mie, colma di sdegno, risposta diede al mio vil merto eguale; e se poi m'invitò, ve la sospinse sua cortesia, che la viltà mia vinse. 7 Né stato il mio restar le saria caro, né bramar degg'io quel ch'a lei non piace: quando sarò ne l'arme illustre e chiaro, non mi si disdirà l'essere audace; e 'l volto ove a sprezzar tutt'altro imparo, che m'arde il cor d'inestinguibil face, a ciò mi porgerà forza ed ardire, e darà piume e vanni al mio desire. 8 E benché priv'or sia del core il petto, l'alma imago in sua vece entro rinchiude, che potrà più che 'l core in ogni effetto rendermi ardito, e in me destar vertude. — Clarice intanto d'amoroso affetto non meno aviene ancor ch'agghiaci e sude, e non meno di lui si duole e lagna, ma 'l bel viso di più piangendo bagna. 9 Bagna il viso di pianto, allarga il freno ai sospiri, ai lamenti, e così dice: — Qual or sì novo e sì mortal veleno t'attosca il petto, o misera Clarice? Qual dolce mal d'alta amarezza pieno dilettando ti fa mesta e 'nfelice? Donde 'l desire in te, donde l'ardore, donde la speme ancor nasce e 'l dolore? 10 Già ben m'accorgo apertamente, ahi lassa! or che l'accorger più nulla mi giova, ch'Amor, che l'alme più superbe abbassa, or in me fa così spietata prova; e ch'egli è quel che sì feroce passa dentr'al mio cor come in sua stanza nuova; e ch'egli è quel che in lui desire e speme ed ardor ed affanno aviva insieme. 11 Ma s'egli è quel ch'in un lieta e dolente mi fa, quando giamai meco contese? Quando, meschina ancor, così repente o per forza o per arte egli mi prese? Come a schermirmi allor non fui possente, ed a fuggir l'ascoste insidie tese? Come, no 'l sapendo, io vinta restai? Come a lui volontaria io mi donai? — 12 Segue intanto Rinaldo il suo viaggio, né pur l'alma o le membra alquanto posa; e giunge u' dal notturno umido raggio face altrui schermo quercia alta e frondosa. Ivi scorge nel suol, che 'l vago maggio copria di veste allor verde ed erbosa, assisi duo guerrier che 'l corpo stanco rendean col cibo vigoroso e franco. 13 L'invitan questi con parlar cortese, ed ei l'invito lor ricusa alquanto; ma, non giovando il ricusar, discese al fin di sella e lor si mise a canto. Poi che ciascuno il nutrimento prese, il ragionar ch'avean lasciato intanto ripigliaro di nuovo, e quel tal era qual conveniasi a sì onorata schiera. 14 A caso venne al bon Rinaldo detto ch'a la ventura gia di quel destriero. Uno di lor, che cavalier perfetto tenuto ed appellato era Isoliero, allor rispose con turbato aspetto: — Deh! cangia omai, baron, cangia pensiero, ché tal ventura solo a me conviensi, e folle sei se di tentarla pensi. 15 Rise Rinaldo e disse: — A l'apparire del sol serò con quel cavallo a fronte, né lasciarlo altrui vo', né di soffrire uso son io sì gravi ingiurie ed onte. — Isolier lo spagnuol non può sentire ch'altri gli parli in sì orgogliosa fronte; onde, tratta la spada: — O qui morrai, disse, o l'impresa a me tu lascierai. — 16 Il lor compagno era un gentil barone de' più pregiati ne l'inglese regno, forte ed ardito ad ogni paragone, e di molti famosi assai più degno; egli avea col destrier fatta tenzone, e van gli era tornato ogni dissegno, benché non gisse a la ventura ei solo, ma di guerrier menasse ardito stuolo. 17 Questi che del corsier la forza ha visto, la forza c'ha 'l suo stuol morto e conquiso, sì che soleva dir che fece acquisto di vita, allor non sendo anch'egli ucciso; volto al pagan, che d'elmo è già provisto e minaccia al garzon con fiero viso, gli disse: — Alto guerrier, ascolta, aspetta: non correre a ferir con tanta fretta. 18 Non ti sdegnar in così strana impresa compagno aver, perché non poco fia se tu con belva tal prendi contesa, avendo un sol guerriero in compagnia. — Il pagan che di sdegno ha l'alma accesa, e che finir tal lite omai disia, qui gli tronca 'l parlar e 'l brando stringe, e verso il fier garzon ratto si spinge. 19 Tutta la sua possanza in un raccoglie, e poi dechina giù l'orribil spada. Nel forte scudo l'aversario coglie e gliel manda in duo parti in su la strada; passa oltre il colpo, ed a l'elmetto toglie il bel cimiero, e fa ch'a terra cada: non rompe quel, ma ne la spalla scende, e l'acciar che la copre alquanto fende. 20 Posto per segno a' campi ivi giaceva sasso d'immenso pondo antiquo e grosso; con man robusta allor Rinaldo il leva, là 'v'altri non l'avria di luoco mosso. Stretto l'affera, e poi s'alza e solleva, ed al nimico suo l'avventa adosso, col corpo il braccio accompagnando e insieme qui congiungendo le sue forze estreme. 21 Non gian presso a Pozzuol con tal furore gravi pietre per l'aere intorno errando, pietre cui natural impeto fuore da l'imo centro al ciel spingea tonando, quando dentro 'l terren, chiuso il calore, quel ruppe, strada d'essalar trovando, con qual dal paladin tirata è questa, che stridendo al pagan fiede la testa. 22 Stridendo il grave sasso al fier pagano percote il capo e frange pria lo scudo, ch'opposto avea perché del tutto in vano se 'n gisse il colpo, o men gli fusse crudo. Si riversa Isolier tremando al piano, privo di senso e di vigore ignudo, ed a lui gli occhi oscura notte involve, ed ogni membro ancor se gli dissolve. 23 Non morì già, ma come morto in terra un'ora giacque, e man non mosse o piede. Rinaldo, che finita aver la guerra con aspra morte del pagan si crede, a lo sdegno, al furor il petto serra, ed affetto gentil l'alma gli fiede: sì ch'altamente ei se n'affligge e lagna, ché pietade a valor sempre è compagna. 24 Rivenuto Isolier, benché assai grave si senta, ché 'l fier colpo ancor gli noce, pur stringe in man la spada e nulla pave, e ver' Rinaldo il piè drizza veloce. Ma il buono Inglese con parlar soave tempra lo sdegno che sì il cor gli coce, e le non lievi differenze accorda; ma pria l'alto periglio a lor ricorda, 25 e gli dice: — Signor, io vi consiglio di non gire a provar questa ventura, perciò che sotto 'l ciel maggior periglio non è, né cosa ad asseguir più dura; non val contra 'l destrier forza o consiglio, arma non è dal suo furor secura. Ma se pur fisse in ciò le voglie avete, ambo uniti a l'impresa insieme andrete. 26 E colui col destrier venga a battaglia verso 'l quale egli prima i passi muova; l'altro stiasi a veder quanto che vaglia il suo compagno in così orribil pruova. Vi prego ben, signor, che non vi caglia, se pur la morte di tentar vi giova, d'usar con belva tal vani rispetti, ma che pugniate insieme uniti e stretti. — 27 Rimasero a que' patti ambo contenti, e più che 'l buon Rinaldo anco Isoliero. Ma come il sol co' suoi bei raggi ardenti ruppe de l'atra notte il velo nero, a levarse i guerrier pigri né lenti non furo, ed a montar sovra 'l destriero. Il britanno guerrier ch'a loro è scorta gli guida a l'antro per la via più corta. 28 A l'antro onde il corsier mai non solea scostarsi, come ei lor narra per strada, questi, che senza scudo ir ne vedea Rinaldo e senza lancia e senza spada, gli disse: — Credi tu la belva rea domare inerme, o di morir t'aggrada? — E quelli a lui: — Nel cor consiston l'armi, onde il forte non è chi mai disarmi. — 29 Al disiato luoco intanto giunge la bella compagnia. Quivi l'Inglese da lor toglie combiato e 'l destrier punge, ma degli altri ciascun su l'erba scese e lascia il corridore indi non lunge, ch'a piè vogliono far l'aspre contese per ferir meglio e meglio ancor ritrarsi, e più veloci intorno raggirarsi. 30 Ecco appare il cavallo e calci tira, e fa saltando in ciel ben mille ruote; da le narici il fuoco accolto spira, move l'orecchie e l'ampie membra scuote; a sassi, a sterpi, a piante ei non rimira, ma fracassando il tutto urta e percote: col nitrito i nemici a fiera guerra sfida, e co' piè fa rimbombar la terra. 31

Tag: forza    spada    ventura    insieme    sdegno    alma    sol    inglese    terra    

Argomenti: bel viso,    corpo stanco,    forte scudo,    amarezza pieno,    umido raggio

Altri libri consultabili online del sito affini al contenuto della pagina:

Decameron di Giovanni Boccaccio
La divina commedia di Dante Alighieri
Giambi ed Epodi di Giosuè Carducci
Il benefattore di Luigi Capuana
La spada di Federico II di Vincenzo Monti

Articoli del sito affini al contenuto della pagina:

Vacanze a Cipro: l'incontro con la mitologia
Offerta capodanno a Dublino
Offerta capodanno a Sofia
Il turismo in Giappone torna a crescere
Come piantare le rose


<- precedente 1   |    2   |    3   |    4   |    5   |    6   |    7   |    8   |    9   |    10   |    11   |    12   |    13   |    14   |    15   |    16   |    17   |    18   |    19   |    20   |    21   |    22   |    23   |    24   |    25   |    26   |    27   |    28   |    29   |    30   |    31   |    32   |    33   |    34   |    35   |    36   |    37   |    38   |    39   |    40 successiva ->