La voce di Jim Behrle

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Un autore alle prime armi è sempre alla ricerca di consigli che possano aiutarlo nel componimento di un’opera di successo. In questo contesto andremo a presentare le undici regole proposte da Jim Behrle. Questa serie di norme sono state rese pubbliche su un sito web che si occupa di cultura e attualità di nome The Awl. Questi suggerimenti dovrebbero aprire a qualunque autore la possibilità di scrivere un vero e proprio capolavoro, facendo godere il romanzo di un largo consenso che sicuramente porterebbe al successo.


Nonostante questi precetti siano stati stabiliti per romanzi e pubblico americani, sono di facile comprensione ed utilizzo anche per la realtà italiana, sempre più aperta al confronto con le esperienze estere.


 


Il primo punto riguarda la necessità di spostare l’ambiente in cui si svolge la scena al di fuori delle grandi città, talvolta risulta molto più utile introdurre i personaggi in piccole cittadine, meno conosciute. Un autore italiano, infatti, potrebbe ambientare il suo racconto fuori dai grandi centri come Milano, Roma o Torino, preferendo ubicazioni più ristrette e intime.


Il secondo precetto è inerente alla scrittura, infatti, secondo Behrle non è necessario seguire una scuola predefinita, anzi questo potrebbe avere l’effetto contrario nel lettore che si sentirebbe intrappolato in un linguaggio troppo lontano da sé. Spesso risulta più efficace utilizzare dei termini di facile comprensione che rappresentino chiaramente la sensazione o l’emozione che si vuole descrivere, abbandonandosi, talvolta, ai modi di dire del luogo in cui si gira la scena.


Il terzo consiglio richiama la presenza di stereotipi sia nei personaggi che negli scrittori. E’ consigliabile evitare di seguire l’immaginario comune. A volte, la scrittura rende più personale la narrazione se svolta in un luogo “proprio”, con strumenti “insoliti” e in condizioni non convenzionali, ad esempio, appena viene un’idea si appunta il pensiero su un fazzoletto di carta.  Tutto ciò rende unico il racconto non solo nello svolgimento dell’ideazione narrativa bensì anche nella parte compositiva, che certamente influisce sul romanzo.


Il quarto suggerimento riguarda l’adulterio, infatti, tante volte l’autore nel romanzo narra di tradimenti subiti o attuati nei confronti del proprio partner. Queste tematiche sono lunghe e complesse da figurare, per questo motivo il consiglio è, se necessario, di accennarle, al contrario di evitare di introdurle nel racconto in quanto possono essere fonte di distrazione e inutili dilungamenti.


Il quinto accorgimento introduce la possibilità di comporre un racconto utilizzando come occhi centrali e giudicanti quelli di un bambino. Molto spesso questo espediente è stato utilizzato per sottolineare l’imparzialità e l’obiettività del narratore. Secondo Jim Behrle questa modalità è stata, negli ultimi anni, sovrautilizzata, senza rendere conto alla società moderna che sta sempre più invecchiando e quindi potrebbe risultare poco credibile che un adulto utilizzi fedelmente le parole di un ragazzino.


Il sesto consiglio afferma che le informazioni acquisite da internet possono minare l’attenzione che occorre nella stesura di un racconto. Lo scrittore deve riuscire a concentrarsi sulla narrazione in modo univoco, senza sprecare risorse e tempo tra portali di vario genere.


Il settimo punto della serie di consigli riguarda l’oggetto della narrazione,  Jim Behrle riconosce l’utilità dello scrivere il maggior quantitativo di storie o romanzi che hanno come protagonisti dei gatti. Nonostante possa sembrare molto bizzarro è stato riscontrato un grande numero di volumi narranti vicende di cani, ad esempio Zanna bianca di Jack London, mentre  per quanto riguarda il mondo felino pochi sono gli autori che si arrischiano in questo campo. In opposto a questo nei film vengono sempre più spesso figurati personaggi felini, basti vedere il Gatto con gli Stivali  o Garfield, che rimangono ottimi profili ma sicuramente emergerebbero maggiormente se non umanizzati.


Nell’ottavo precetto si definisce la necessità di non badare al giudizio altrui, in particolar modo se queste considerazioni arrivano dalla Rete, dove tutto è concesso e poco è riferibile alla verità.


Il nono punto ci riconduce a un consiglio già affrontato, cioè quello che richiama l’autore ad un determinato modo di essere. Lo scrittore non deve necessariamente bere o drogarsi, anzi talvolta con la convinzione che questi espedienti introducano curiosità nel pubblico, bloccano la produzione stessa del romanzo, causando effetti devastanti sull’opera e sulla persona stessa.  


Il decimo accorgimento si riferisce agli antieroi. Molto spesso si rischia di figurare questo profilo con poca obiettività e cura dei particolari, inoltre il rischio è sempre quello di non rendere giustizia alla caratteristica principale di tale personaggio, cioè il fatto che è un cattivo. E’ molto efficace in questi termini descrivere i personaggi che si intende introdurre nella scena con particolare obiettività, riconducendo la descrizione ad elementi concreti che favoriscano la fluidità della narrazione e la realtà della vicenda.


Per concludere, l’ultimo consiglio è quello di leggere sempre ed esercitarsi sempre nella produzione scritta. Talvolta lo scrittore si lascia prendere dallo sconforto per mancanza di idee e poca attinenza della narrazione alle sue attese ma,  Jim Behrle, riconosce l’identità dell’autore in una persona determinata che, nonostante gli ostacoli, si adopera per la buona riuscita della sua dote letteraria.



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Argomenti: caratteristica principale,    grande numero,    facile comprensione,    largo consenso,    secondo precetto

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