Come affrontare con fiducia un colloquio di lavoro in azienda

Anteprima in esclusiva del libro Come affrontare con fiducia un colloquio di lavoro in azienda e avere buone chance di essere assunti, acquistabile qui, pubblicata per gentile concessione dell'autore Adrien Barsini. Tutti i diritti riservati. Vietata la copia, anche parziale.

Sommario


Introduzione
Capitolo 1: osservazioni preliminari
Il numero di posti spesso esiguo
Il linguaggio del corpo
Capitolo 2: la sicurezza in se stessi
Capitolo 3: distrarre la mente da pensieri e sentimenti negativi
Capitolo 4: precisione e puntualità
Capitolo 5: presentarsi al colloquio preparati
Le possibili domande del colloquio
L'abbigliamento e il look giusti
Capitolo 6: studia il tuo "esaminatore-nemico"
Capitolo 7: considerazioni e consigli finali

Introduzione


Trovare un lavoro oggi non è un'impresa facile, anche disponendo di un buon livello culturale, di una buona preparazione per le mansioni da svolgere, di almeno una laurea e master vari.
Senza mezzi termini, cercare un impiego oggi può essere un incubo, con mille difficoltà legate anche ad una domanda che, spesso e volentieri, supera di gran lunga l'offerta.
Si capisce, allora, quanto siano importanti i colloqui di lavoro, che rappresentano una tappa pressoché obbligatoria per chi vuole farsi strada nel mondo lavorativo, e si capisce anche quanto sia dura oggi ottenere un posto di lavoro, con tutti gli altri candidati a fare concorrenza.
Prepararsi bene per un colloquio di lavoro, sebbene non dia la certezza di essere assunti, costituisce una marcia in più, una prerogativa irrinunciabile per chi prende sul serio la faccenda, perché, se non altro, consente di collocarsi su un gradino superiore rispetto a chi si presenta davanti al recruiter di turno improvvisando.
I selezionatori incaricati dalle aziende per trovare risorse umane da assumere sono infatti abili innanzitutto a distinguere chi tiene davvero ad un certo posto di lavoro da chi prende la cosa sottogamba e non ha particolari aspirazioni in tal senso.
Considerando che oggigiorno è piuttosto difficile trovare lavoro, soprattutto in alcuni settori molto competitivi, disporre di una marcia in più può fare concretamente la differenza e aumentare le chance di trovare un impiego.
Questa piccola guida tratta l'argomento dei colloqui di selezione per l'impiego andando al sodo, esponendo considerazioni e consigli pratici per presentarsi ad un colloquio di lavoro in azienda preparati e sicuri di sé.

Capitolo 1: osservazioni preliminari


Prima di entrare nel dettaglio dei vari punti di attenzione per sostenere un buon colloquio, è bene premettere alcune cose importanti per partire con il piede giusto.

Il numero di posti spesso esiguo


Bisogna presentarsi ad un colloquio di lavoro sicuri e senza timori, ma anche consapevoli del fatto che, molto spesso, vi sono molti più candidati che posti liberi.
Ciò non deve significare che devi presentarti ad un colloquio sfiduciato, con in testa la quasi certezza di essere scartato perché "sicuramente prenderanno qualcuno più bravo o raccomandato", ma deve solo far capire che, purtroppo, soprattutto in Italia, esistono in ambito lavorativo squilibri tra domanda e offerta anche molto accentuati, tali da rendere difficile una collocazione lavorativa anche a persone molto serie e preparate.
Non ti devi, insomma, avvilire se le cose non dovessero andare nel verso giusto e non devi sentirti sfiduciato per non essere riuscito a trovare un impiego al primo colpo; le possibilità sono tante, soprattutto se si è disposti a viaggiare e, come dicono gli Americani: "My loss, your gain", ossia quello che per una persona, o un'azienda, può costituire una perdita, per un'altra può rappresentare un guadagno; nel mondo lavorativo, un candidato scartato da una azienda perché ritenuto inidoneo, può rappresentare un'ottima risorsa per un'altra azienda.
Considera che, anche nel caso peggiore, se non venissi assunto, hai avuto comunque l'opportunità di metterti alla prova e di testare il tuo comportamento davanti ad un valutatore, capendo forse anche cosa potrebbe non avere funzionato, imparando così dai tuoi errori. Considera anche che non è escluso che la stessa azienda ti ricontatti in futuro per rivalutare la questione o che tu stesso, ricontattandola, abbia la possibilità di sostenere un nuovo, migliore colloquio e di riuscire così a farne, alla fine, parte.
Se non vieni assunto per una certa posizione lavorativa in una certa azienda, pensando al brutto momento, per tirarti su, vedi allora la cosa così: non hai fallito, ti è stata semplicemente data un'altra opportunità presso un'altra azienda, auspicabilmente migliore.

Il linguaggio del corpo


Quando sei in procinto di affrontare un colloquio di lavoro, per prima cosa dovresti considerare il fatto che il linguaggio verbale non sarà l'unica forma di comunicazione tra te il recruiter, il selezionatore delle risorse umane che ti valuterà e deciderà se sei idoneo o meno a svolgere una certa mansione lavorativa.
Oltre che con le parole, infatti, le persone comunicano con il corpo, con movimenti e gesti volontari e involontari, ragion per cui sbaglieresti a pesare minuziosamente le parole da dire senza fare attenzione a quello che comunichi utilizzando il linguaggio del tuo corpo.
Il linguaggio del corpo, a volte, dice molto di più di tante parole, pure nei casi in cui vengono dette con apparente convinzione; non a caso viene valutato anche dagli investigatori delle Forze dell'Ordine, durante un interrogatorio, per inquadrare chi hanno davanti e capire se stia o meno dicendo la verità.
Il modo in cui ci si presenta è molto importante soprattutto per la prima impressione del selezionatore, pertanto si dovrà dare il massimo dimostrando di sapere ragionare, di sapere parlare non a sproposito e di essere in grado di utilizzare un linguaggio del corpo adeguato, coerente con quanto si va dicendo.

Capitolo 2: la sicurezza in se stessi


Sentirsi insicuri di fronte all'idea di dover sostenere un colloquio di lavoro è più che normale, soprattutto per chi ha investito molto sulla sua formazione professionale, studiando spendendo tanto tempo e denaro, ma bisogna considerare che quella del colloquio lavorativo è un'esperienza che, seppure molto importante, anche qualora dovesse andare male, non servirebbe ad etichettare una persona come incapace, stupida o ignorante.
Semplicemente bisogna partire dal presupposto che è difficile che vi sia piena compatibilità tra un candidato e una azienda e che i posti liberi sono molto spesso troppo pochi per potere assumere tutti, ragion per cui, anche con la massima preparazione possibile e tutte le buone intenzioni di questo mondo, non è insolito essere scartati.
Non vi è però dubbio sul fatto che ostentare sicurezza ad un colloquio di lavoro aumenti le chance di essere assunti. Avere una grande sicurezza di sé rappresenta quindi una prima problematica da affrontare quando ci si trova in una circostanza del genere.

Per incrementare il proprio livello di sicurezza si può adottare una tecnica di autoconvincimento, utile anche per conseguire un buon grado di autostima; ad esempio facendo affermazioni positive riguardo alla propria persona.
A tal proposito, a partire da qualche giorno prima della data del colloquio, puoi, ad esempio, ripeterti più volte al giorno che sei una persona capace, preparata e perfettamente in grado di fare bella figura anche ad un colloquio di lavoro. Maggiore sarà la convinzione con cui si ripeteranno le affermazioni positive, maggiori saranno le chance di riuscire davvero a sostenere un ottimo colloquio.
Motivati le tue affermazioni evidenziando i tuoi lati positivi; ad esempio, ripeti ad alta voce che puoi riuscire nell'intento perché hai studiato duramente per tanti anni, perché sei una persona molto seria e professionale, perché sai come si svolgono certe mansioni, perché, magari, hai già svolto altre mansioni simili in passato.
A tal riguardo potrebbe aiutare scrivere da qualche parte, poco importa dove, sia i propri punti forti, le proprie qualità positive, sia le proprie motivazioni ad ottenere quel dato posto di lavoro. Se hai una storia di esperienze lavorative già svolte, puoi aiutarti attingendo alle vicende positive legate a tali esperienze e ai tuoi stati d'animo positivi di quei momenti. Un bagaglio di esperienze passate come queste può aiutarti molto sia per il presente che per il futuro.
Va anche considerato che già il fatto di essere stato chiamato per un colloquio di lavoro potrebbe significare che il tuo curriculum sia piaciuto all'esaminatore delle risorse umane; non è sempre così, a volte vengono chiamati a colloquio tutti i candidati che hanno contattato l'azienda, ma molto spesso la prima scrematura avviene proprio a livello di curriculum. Questo dovrebbe darti fiducia, pensando che magari qualcun altro è già stato scartato perché non alla tua altezza.
Del resto, un bel curriculum, nutrito di esperienze passate, testimonia il fatto di essere in gamba, di saper condurre una vita professionale di un certo livello, di sapere lavorare in team e di conoscere, così, molti aspetti pratici del complesso mondo del lavoro.

Capitolo 3: distrarre la mente da pensieri e sentimenti negativi


Accanto all'impegno nell'incrementare la fiducia in te stesso è importante considerare che potrebbe essere d'aiuto impegnare la tua mente in attività di tuo gradimento, al fine di rasserenarti e fugare il più possibile ansie e paure che, inevitabilmente, busseranno alla tua porta in frangenti di questo tipo; anche il semplice passeggiare in un parco o l'ascoltare musica rilassante e ispirante possono servire allo scopo.
Ci si potrebbe anche distrarre dai sentimenti negativi guardando film comici, video divertenti di vario tipo, o leggendo libri, giusto per fare alcuni esempi. Ciò che conta è distogliere la mente dai pensieri negativi per focalizzarla su pensieri positivi.
Una buona idea è quella di praticare un qualche tipo di meditazione o mettere in atto qualche semplice tecnica di rilassamento. Potrebbe essere sufficiente allo scopo respirare lentamente e profondamente e concentrarsi sul proprio respiro. Si dovrebbe fare attenzione sia alla fase di inspirazione che alla fase di espirazione, alla loro cadenza e, di conseguenza, al ritmo con cui il petto si gonfia e si sgonfia sotto l'effetto dell'aria.
A livello psicologico, rilassarsi con il proprio respiro funziona perché l'atto di respirare profondamente con una certa cadenza, sotto la lente d'ingrandimento della mente, esprime bene l'idea del controllo che si riesce ad avere su se stessi, che si contrappone alla sensazione di mancanza di controllo che si prova quando si è in procinto di fare qualcosa di molto importante e impegnativo, quale il dover sostenere un colloquio di lavoro.
Con il controllo del respiro sarà più facile far scivolare via sensazioni ed emozioni negative, per concentrarsi sulla positività e sull'ottimismo.

Capitolo 4: precisione e puntualità


È risaputo che bisogna presentarsi ad un colloquio di lavoro puntuali. Questo sia perché il selezionatore non starà lì ad aspettare i tuoi comodi, sia perché la puntualità rappresenta una dimostrazione di precisione.
Essere vaghi, imprecisi, dà l'idea di inaffidabilità e quindi di inidoneità a coprire una posizione lavorativa in azienda. Cerca quindi di non essere approssimativo, grossolano in ciò che dici e dimostra piuttosto di essere affidabile, in grado di rispettare le scadenze, di mantenere fede agli impegni rispettando i tempi previsti, e non c'è miglior modo di iniziare a farlo presentandoti davanti al recruiter puntualmente.
Oggi, con i navigatori satellitari per auto, disponibili anche per qualunque smartphone e tablet, oltre che per computer, è molto facile arrivare ad una certa destinazione con una buona stima dei tempi di percorrenza, ma è sempre meglio calcolare i tempi per raggiungere l'azienda in anticipo. Si pensi anche al fatto che, una volta arrivati, potrebbe non essere immediato parcheggiare o trovare l'ufficio dove si terrà il colloquio.
Sapere di essere in ritardo, o anche solo di rischiare di esserlo, inoltre, aggiunge stress allo stress già in essere e può compromettere il buon esito del colloquio anche per questo motivo, oltre che per il fatto del ritardo in sé.
Presentarsi troppo in anticipo, però, non va neanche bene perché il selezionatore potrebbe essere impegnato o comunque potrebbe infastidirsi per doverti dare retta prima dell'orario concordato. Se arrivi in anticipo, come è giusto che sia, magari aspetta in auto o fuori dall'ufficio, in cui entrerai solo qualche minuto prima dell'orario dell'appuntamento.

Fine dell'anteprima.


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Argomenti: gentile concessione,    tanto tempo,    mille difficoltà,    prerogativa irrinunciabile,    gradino superiore

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