Le femmine puntigliose di Carlo Goldoni pagina 5

Testo di pubblico dominio

padrone. LELIO (Voglio un poco vedere, perché a lei dà dell'illustrissima, e a me del signore). (Ditemi quel giovine, al vostro paese che regola si usa nel dar i titoli?) (a Brighella a parte). BRIGHELLA Ghe dirò, signor, in certi paesi dove, che ho praticà mi: chi li merita non li cura, e a chi non li merita i se ghe dà per burlarli. LELIO Bravo, mi piacete. Se vi occorre nulla, sarò per voi. BRIGHELLA Signor sì. ROSAURA Portateci la cioccolata. BRIGHELLA Lustrissima sì (caricato, e parte; e a suo tempo ritorna). LELIO (Così con bella maniera costui si burla della sua padrona) (da sé). ROSAURA Favorite d'accomodarvi. LELIO Ricevo le vostre grazie (siede). ROSAURA Che buone nuove mi recate del nostro affare? LELIO Il tutto è accomodato. La Contessa Beatrice verrà da qui a pochi momenti a visitarvi; voi le anderete a render la visita; in casa sua farà, che si trovino varie dame. Vi introdurrà con esse, e vi condurrà pubblicamente nella loro conversazione. ROSAURA Caro Contino, siete adorabile. Non poteva sperare diversamente dal vostro spirito, dalla vostra buona condotta. LELIO Circa alle cento doppie, bisogna condur la cosa con buona maniera. ROSAURA Le si potrebbe dare un anello, che fosse di tal valore. LELIO No, un anello non accomoderà i suoi interessi. ROSAURA Il danaro è pronto. Disponetene come vi aggrada. LELIO Faremo così; procureremo, che accada di fare una scommessa di cento doppie fra voi, e la Contessa Beatrice; voi perderete la scommessa, ed ella averà il danaro contante. ROSAURA In questa maniera, non riconoscerà da me il dono, ma dalla sorte. LELIO Se la cosa è prima concertata, lo riconoscerà unicamente da voi. ROSAURA Se si concerta così, può anche ricevere le cento doppie, senza far la scommessa. LELIO Signora no; ella pretende salvar con ciò la delicatezza del suo decoro. ROSAURA Può salvarla presso di tutti gli altri, quando non lo sappiano altri che ella, ed io. LELIO Non vuole scomparire nemmeno con voi. ROSAURA Ma se io ho a sapere la verità. LELIO Non importa; le resta sempre un rimorso di meno; e ancorché ella sia certa, che la scommessa sia inventata per regalarla, ciò nonostante, vanterà con voi medesima il suo bello spirito nell'aver saputo trionfare coll'oppinione. ROSAURA E qual è la scommessa che dobbiamo fare? LELIO La scommessa caderà sopra le ore. Voi per esempio direte, che sono sedici. Ella dirà, che sono diciassette. Si farà la scommessa; io deciderò in favore della Contessa, e voi le darete le cento doppie. ROSAURA Benissimo; per decidere con fondamento, favorite, tenete quest'orologio (gli dà un orologio d'oro). LELIO Credo che il mio sarà sufficiente. ROSAURA Non pretendo sprezzare il vostro, ma questo è uno dei migliori di Londra. Tenetelo, e state certo che non isbaglierete. LELIO Ve lo renderò dopo la scommessa. ROSAURA Spero che non mi farete un simile torto. LELIO Donna Rosaura, voi siete troppo obbligante. ROSAURA Un Cavaliere, che mi dimostra tanta parzialità, può anche permettermi, ch'io mi possa prendere con esso lui una simile confidenza. LELIO Per dir il vero, la premura, ch'io nutrisco delle vostre soddisfazioni non è senza interesse, ma la mercede, a cui aspira il mio cuore, val molto più di quello mi avete graziosamente donato. ROSAURA E qual è la mercede, che a misura del vostro merito possiate da me ottenere? LELIO Qualche generosa porzione della vostra grazia. ROSAURA Oh via, signor Conte, vedo, che vi prendete spasso di me. LELIO Mostrerei di essere poco conoscitore del merito, se non aspirassi all'onore di essere da voi ben veduto. ROSAURA Ben veduto, stimato, e venerato voi siete. LELIO E niente più? ROSAURA Che cosa pretendereste di più? LELIO Niente amato? Niente affatto? ROSAURA Onestamente, posso anche amarvi. LELIO Oh si sa! Onestamente. ROSAURA Caro Conte, ditemi con sincerità. Siete impegnato con alcuna dama? LELIO Cinque ne ho servite in un anno, e tutte cinque si sono disgustate di me per femminili puntigli. La prima, perché ho procurato di accomodare in un'altra casa un servitore, che aveva ella licenziato. La seconda, perché in faccia sua ho detto, che mi piacevano gli occhi d'una romana. La terza, perché giocando all'ombre le ho dato un codiglio. La quarta, perché innocentemente ho scoperta una sua bugia; e la quinta, per essermi scordato una sera d'andarla a prendere alla conversazione. All'ultimo, mi sono posto a servire la Contessa Beatrice, la quale non è tanto puntigliosa quanto le altre. ROSAURA Presto, presto, essa pure vi scarterà. LELIO Per qual motivo? ROSAURA Può essere per causa mia. LELIO Per sì bella cagione, rinunzierei tutte le più belle dame del mondo. ROSAURA Mi burlate? LELIO Dico davvero. ROSAURA Caro Conte! LELIO Adorabile madamina! BRIGHELLA Lustrissima. La signora Contessa Beatrice, l'è fermada colla carrozza alla porta; e la manda a veder, se Vosustrissima è in casa, e se la pol vegnir a farghe una visita. ROSAURA Padrona (s'alza). BRIGHELLA (Adesso la camisa no ghe tocca el preterito) (parte). ROSAURA Veramente è sollecita questa dama. LELIO Spero, che resterete contenta. ROSAURA Ha marito? LELIO Sì. Il Conte Onofrio. È un buonissimo uomo; mangia, e beve, e non pensa ad altro. ROSAURA Lascia far tutto alla moglie? LELIO Tutto. ROSAURA Felici quelle donne, che possono far così. LELIO Bisognerà andarle incontro. ROSAURA Ma dove? LELIO Io direi alla scala. ROSAURA Oh no, Contino mio, basterà, ch'io vada alla porta di camera. LELIO Per la prima volta, che viene a visitarvi, potete far qualche cosa di più. ROSAURA Se lo facessi una volta, sarei obbligata di farlo sempre. LELIO Abbondare in gentilezza è cosa sempre ben fatta. ROSAURA Chi troppo si abbassa non esige rispetto. LELIO Finalmente è una dama. ROSAURA Ed io non sono la sua cameriera. LELIO Presto, andatele incontro. Vedetela, è qui alla porta. ROSAURA Basta, che mi veda disposta per incontrarla (fa qualche passo verso la porta). Scena sesta La contessa Beatrice, e detti. BEATRICE È qui la signora Rosaura? ROSAURA Oh! Servitori ignoranti! Non mi hanno avvisata. Sarei venuta a riceverla. BEATRICE Non importa, non importa. ROSAURA Serva umilissima, signora Contessa. BEATRICE Serva sua, signora donna Rosaura. Addio Conte. LELIO Con tutto il rispetto (inchinandosi). ROSAURA Mi rincresce, che la signora Contessa siasi preso l'incomodo di venire sin qui; sarei venuta io a riverirla. BEATRICE Il Conte Lelio mi ha procurato l'incontro di conoscere una signora di merito particolare, ed io non ho tardato ad accellerarmi un tal piacere. ROSAURA S'accomodi. (Parla molto sostenuta) (piano a Lelio). LELIO (Si serve dei veri termini) (piano a Rosaura). ROSAURA (Converrà misurar le parole) (da sé). Ma favorite d'accomodarvi (a Beatrice). BEATRICE Eccomi accomodata (siedono tutti tre uniti; Beatrice alla dritta, Rosaura in mezzo, il Conte alla sinistra). LELIO (Così non istiamo bene. La Contessa non ha il suo posto) (piano a Rosaura). BEATRICE Conte, avete fatto ammobiliar voi questo appartamento per la signora Rosaura? LELIO Sì signora, ho avuto io una tale incombenza. BEATRICE E i suoi servitori, gli avete procurati voi? LELIO Ne ho ritrovati alcuni, per la pratica della città. BEATRICE Perdonatemi; l'avete servita male. Cattivi mobili, e pessimi servitori. LELIO Perché dite questo, signora Contessa? BEATRICE Non vedete? Siete pur Cavaliere. In una camera di udienza, le sedie tutte eguali non istanno bene. E i servitori non le sanno disporre. LELIO (Non ve l'ho detto? La Contessa non ha il suo posto, e vi voleva una sedia distinta) (piano a Rosaura). Signora, regolerò io le mancanze del servitore, giacché per i mobili non vi è rimedio (s'alza, porta la sua sedia in distanza di Rosaura, e fa che Beatrice resti alla dritta della medesima).

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Argomenti: contessa beatrice,    bello spirito

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