Libri commercio

Libri su commercio, con la parola commercio

Confessioni di un Italiano (pagina 227)
di Ippolito Nievo (estratti)

... Non commercio, non ricchezza fondiaria, non arti, non scienze, non gloria, né attività di sorta alcuna: pareva morte, e certo era sospensione di vita ... Infatti una prima società da me instituita pel commercio di frutta secche, di vallonea, di olio, e d'altre materie prime cogli scali del Levante e della Grecia, ebbe ottimo successo ... Il commercio almeno per gli scambi locali aveva ripreso un andamento naturale e ritrovato a poco a poco il suo sfogo ragionevole nella gran valle del Po ... Io peraltro qualche intenzione ce l'ebbi, e perciò mi do vanto di aver cooperato primo al qualunque siasi risorgimento del commercio veneziano ...
Marocco (pagina 3)
di Edmondo De Amicis (estratti)

... Questo paese, chiuso fra il Mediterraneo, l’Algeria, il deserto di Sahara e l’Oceano, attraversato dalla grande catena dell’Atlante, bagnato da larghi fiumi, aperto in pianure immense, dominato da tutti i climi, privilegiato, nei tre regni della natura, di ricchezze inestimabili, destinato, per la sua giacitura, ad essere una gran via di commercio fra l’Africa centrale e l’Europa; è ora occupato da circa otto milioni d’abitanti tra berberi, mori, arabi, ebrei, negri ed europei, sparsi sopra una estensione di terreno più vasta della Francia ... I mori, arabi incrociati e corrotti, discendenti in gran parte dai mori di Spagna, abitano le città, ed hanno nelle mani le ricchezze, le cariche, il commercio ... Il commercio è strozzato dai monopoli, dalle proibizioni d’esportazione e d’importazione, dalla capricciosa mutabilità delle leggi ... L’industria, ristretta nella sua attività dai vincoli posti al commercio, è rimasta come prima della cacciata dei Mori dalla Spagna, coi suoi strumenti primitivi e coi suoi procedimenti infantili ...
Marocco (pagina 56)
di Edmondo De Amicis (estratti)

... Nessun dubbio che questo popolo è dotato di mirabili attitudini, e che le industrie sue piglierebbero un grande incremento, come lo piglierebbe l’agricoltura, che fu già fiorentissima, se le desse vita il commercio; ma il commercio è inceppato dalle proibizioni, dalle restrizioni, dai monopoli, dalle tariffe eccessive, dalle modificazioni continue, dalla inosservanza dei trattati; e benchè gli Stati d’Europa abbiano molto ottenuto in questi ultimi anni, esso non è ancora che piccolissima cosa appetto a ciò che diventerebbe agevolmente, grazie alla ricchezza naturale e alla posizione geografica del paese, sotto un governo civile ... Il commercio principale, dalla parte d’Europa, è coll’Inghilterra; dopo la quale vengon la Francia e la Spagna, che danno cereali, metalli, zucchero, tè, caffè, seta greggia, tessuti di lana e di cotone, e ricevono lana, pelli, frutti, sanguisughe, gomme, cera e gran parte dei prodotti dell’Affrica centrale ... Il commercio che si fa per Fez, Taza e Udjda (e non è di piccola importanza, benchè minore assai di quello che la vicinanza dei due paesi dovrebbe produrre) comprende, oltre i tappeti, i tessuti, le cinture, i cordoni, e tutti gli oggetti del vestiario arabo e moresco, braccialetti e anelli da piede d’argento e d’oro, vasi di Fez, musaici, profumi, incenso, antimonio per gli occhi, hennè per le unghie e tutte le altre tinture del bel sesso affricano ... Più importante, più antico e più regolare il commercio coll’interno dell’Affrica, per dove partono ogni anno grandi carovane, portando stoffe di Fez, panni inglesi, conteria veneziana, corallo d’Italia, polvere, armi, tabacco, zucchero, specchietti di Germania, pennati d’Olanda, scatolette del Tirolo, chincaglierie d’Inghilterra e di Francia, e sale che raccolgono per via nelle oasi del Sahara; e il loro viaggio è come una fiera ambulante nella quale cambiano le proprie mercanzie con schiavi neri, polvere d’oro, penne di struzzo, gomma bianca del Senegal, gioielli d’oro di Nigrizia che vanno poi in Europa e in Oriente; stoffe nere di cui s’ornano il capo le donne moresche; bezoaro, che preserva gli arabi dai veleni e dalle malattie; e molte droghe che, abbandonate dall’Europa, conservano il loro antico valore nell’Affrica ... Qui sta, per l’Europa, l’importanza maggiore del Marocco: porta principale della Nigrizia; la quale aperta, s’incontreranno il commercio europeo e il commercio dell’Affrica centrale ...